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Lunedì 2 agosto il primo appuntamento: Carrara e i Carraresi.

Beniamino Gemignani, Gualtiero Magnani e Maria Teresa Telara a confronto con il carattere e l’identità carrarese.

Che cosa significa essere Carraresi oggi? Esistono caratteristiche uniche negli abitanti del centro apuano non rintracciabili in nessun altro luogo? Quali i personaggi e gli avvenimenti che hanno contribuito al formarsi di un’identità particolare? Ciò che identificava Carrara un tempo ha ancora lo stesso valore oggi? Con questo tema si confronteranno, per primi, lunedì 2 agosto, sul palco marmoreo dell’artista Rirkrit Tiravanija, il noto storico e studioso della cultura locale Beniamino Gemignani, il Presidente dell’Ente Cultura e Sport Gualtiero Magnani, e l’imprenditrice Maria Teresa Telara.

Beniamino Gemignani è autore di diversi saggi di cultura e storia locale tra cui Carrara e la sua gente scritto a quattro mani con Maurizio Borgioli; Dalla storia un monumento: i millenni di lavoro apuano; ma anche di lavori di ricerca su personaggi e miti dell’immaginario apuano come Carrara e le sue favole.

Anche Gualtiero Magnani oltre ad essere un esperto di storia locale nell’antichità e nell’Ottocento e fine ricostruttore di leggende, come quella di Aronte, è un attento osservatore delle dinamiche sociali, in particolar modo delle relazioni tra cultura e sport, come dimostra il saggio dal titolo Cuore azzurro. Storia personaggi miti della u. s. carrarese 1908-2008 realizzato in collaborazione con M. Braglia e M. Becherucci.

Per finire, Maria Teresa Telara della Carlo Telara Marmi, figura inconsueta di imprenditrice con alle spalle una ricca formazione storico-artistica e la militanza nel teatro di ricerca, a cui si deve l’apertura nell’azienda di famiglia di un laboratorio di scultura, porta la sua testimonianza per parlare del rapporto tra tradizione e innovazione.

La serata è poi arricchita dalla proiezioni sul maxischermo di marmo dove torna I figli di Nessuno, il grande melodramma di Raffaello Matarazzo, 2° campione d'incasso del 1951, dopo Anna di Alberto Lattuada. Tutti ricordano la coppia Amedeo Nazari e Yvonne Sanson, nei panni di Guido e Luisa: lui, padrone di una cava, lei povera ma tenace, ostacolati dalle differenze di classe e da un destino avverso. Il finale dolce-amaro che vede protagonista il loro figlio, fece piangere l’Italia intera.

A fargli da contraltare, l’esperienza fresca di Raccorti Toscani il noto festival biennale che raccoglie, archivia, seleziona e premia cortometraggi che raccontano la Toscana e il suo territorio sotto tutti gli aspetti. In attesa della seconda edizione di Raccorti Sociali – evento speciale di Raccorti Toscani dedicato al volontariato – il cui bando scade il 18 ottobre 2010, verrà proiettata in esclusiva una selezione dei corti migliori delle passate edizioni.